La storia di Riccione

Riccione: storia di un turismo annunciato!

Oltre ad essere la cittadina del divertimento per antonomasia, Riccione è anche depositaria di importanti testimonianze archeologiche che lasciano trasparire un passato ricco di avvenimenti e di grandi personaggi.

Sebbene i reperti più antichi rinvenuti in queste zone risalgano al II secolo a.C. , il museo cittadino porta testimonianze d'insediamenti precedenti. In epoca romana la cittadina si chiama Vicus Popilius e, grazie alla sua posizione sulla via Flaminia (strada che collegava Rimini con Ravenna, Piacenza e Milano), proprio in questo periodo conobbe un sostanziale sviluppo.




L'insediamento originario era tutto concentrato attorno al sito che ad oggi si chiama San Lorenzo ed è tuttora visitabile, poco distante da un altro importante monumento romano, il ponte di Rio Melo.
L'importanza di Riccione in quanto sede di scambi e collegamenti tra popolazioni diverse e lontane è testimoniata dalla copiosa presenza di reperti rinvenuti nelle necropoli: una serie di oggetti e manufatti che lasciano trasparire una vasta conoscenza in fatto di mode, usi e costumi provenienti da tutto il Mondo. Così come esistono vari elementi utili alla ricostruzione dell'ambiente riccionese in questo periodo storico, ne esistono molto pochi risalenti alle successive epoche delle invasioni barbariche e dell'alto Medioevo.
Le testimonianze tornano ad essere ben definite per quanto riguarda la permanenza a Riccione della famiglia degli Agolanti (1260), legata alla famiglia Malatesta e proprietaria di un castello tuttora visitabile sulle colline che sovrastano la località.
A questo periodo seguì certamente quello dei vicariati e del dominio dello Stato della Chiesa (i componenti della famiglia Malatesta in realtà erano vicari del Papa); non avvennero eventi particolarmente rilevanti, tralasciando una grande espansione della spiaggia (che continuerà fino all'Ottocento) e le prime costruzioni orientate alla difesa dai pirati e da estranei provenienti dal mare (esiste un testo del '600 che regolamentava l'accoglienza degli stranieri provenienti dal mare, da mettere il più delle volte in quarantena).
La tematica turistica e i primi indizi di ciò che Riccione sarebbe diventata sono ravvisabili sin dalla fine del 1800, periodo in cui numerose famiglie abbienti bolognesi scelsero di costruire qui le loro residenze estive e le loro sontuose villette immerse nel verde (per questa ragione, Riccione fu soprannominata "La perla verde dell'Adriatico").




Questa forte affluenza di personaggi in vista provenienti da Bologna fu sicuramente dovuta allo sviluppo della linea ferroviaria Bologna - Ancona, che faceva fermata a Riccione.
Fu in questi anni che fecero la loro comparsa due figure fondamentali per lo sviluppo della cittadina, ai quali negli anni novanta fu dedicata una lapide commemorativa nella strada principale che porta il loro nome: i coniugi Ceccarini.
Lui, medico e lei, signora di origini americane, diedero grandissimi apporti sopratutto a livello economico al fine di favorire la realizzazione di iniziative sociali e di costruzioni utili alla comunità, quali ad esempio l'ospedale cittadino.
Successivamente arrivò il tempo dello straordinario impatto turistico: nel 1934 il Duce Mussolini, sotto richiesta della moglie Donna Rachele, acquistò a Riccione una villetta come residenza estiva della sua famiglia.
Essendo gli anni del suo grande successo, della grande propaganda fascista, molto spesso le strade della cittadina furono affollate da giornalisti e fotografi in cerca di qualche immagine della famiglia, non disdegnando di dipingere al popolo il luogo dove essa amava passare le sue vacanze. Furono quindi anni di popolarità e pubblicità per Riccione, nonché anni in cui molti personaggi famosi ed internazionali approdarono su queste spiagge spesso ospiti del Duce; l'afflusso medio annuale di turisti contava all'incirca 30.000 presenze e le strutture alberghiere erano più di 80 in continuo aumento (infatti, le verdi villette private cominciarono a sparire per far posto a maestosi complessi alberghieri).




Il periodo del conflitto mondiale trascorse senza particolari danni alla cittadina; fu il lasso di tempo immediatamente posteriore che portò a Riccione una serie notevole di personaggi famosi in villeggiatura o in visita: Pelè, Mina, Ugo Tognazzi, Vittorio De Sica, Gina Lollobrigida e molti altri. Di sicuro, grande influenza su queste graditissime visite soprattutto dei personaggi legati al cinema, l'hanno avuta i natali riminesi di un regista del calibro di Federico Fellini, che amava visceralmente la Riviera Romagnola (come racconta nei suoi film). La storia ci racconta una Riccione quasi destinata al turismo, all'accoglienza di popolazioni differenti e cittadina aperta a conoscere mode, costumi e tendenze provenienti da tutto il Mondo! Riccione vuole arricchirsi anche con le vostre esperienze, venite a trovarci!